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mercoledì 27 aprile 2016

San Bernardino alle Ossa - Milano come Parigi?

Poco lontano dal Duomo, in una piazzetta proprio dietro via Larga, c'è una piccola chiesa poco conosciuta, con una cappella un po' particolare.
Sto parlando di San Bernardino alle Ossa, che sorge vicino alla forse più famosa basilica di Santo Stefano Maggiore.
La chiesa in sè è molto graziosa, ma la caratteristica che la rende davvero "speciale" è la cappella dell'ossario, dove riposano i resti di migliaia di persone, costruita dapprima per raccogliere le ossa dei morti del vicino cimitero, e in seguito resa vera e propria opera d'arte imperitura grazie al "culto dei morti", che aveva preso piede nel corso del 1700.
La cappella di San Bernardino alle Ossa è piccola e silenziosa, fredda ma non inospitale.
I visitatori si aggirano in silenzio nell'ossario, osservando i teschi, le decorazioni, i dipinti, la volta riccamente affrescata.
Come durante la visita alle catacombe di parigi, non provo orrore o ribrezzo, anzi.
Sento una sottile tristezza per questi morti, ma anche una sorta di sollievo, di pace.
Resto seduta un po', lasciando correre lo sguardo, senza alcun pensiero.
Quando, alla fine, esco dalla chiesa, la luce del sole per un attimo mi fa socchiudere gli occhi.
Un ultimo sguardo a San Bernardino alle Ossa, e riprendo il mio cammino...






























San Bernardino alle Ossa
Via Carlo Giuseppe Merlo
(dovete passare in mezzo alle due chiese e l'ingresso è sulla destra)

A presto!

mercoledì 24 febbraio 2016

Alfons Mucha - Milano Palazzo Reale

Devo premettere che adoro le opere di Alfons Mucha, i tratti, le forme, i colori, i soggetti.
La figura della donna, così enigmatica e preziosa, spesso incantevole "femme fatale".
Non è stato quindi un problema affrontare la coda a Palazzo Reale, pur di trovarmi di fronte a quelle opere che tanto mi avevano incantato riprodotte su stampe più o meno grandi.
Conservo ancora, acquistata a Parigi anni fa, una cartolina con raffigurata la sua "primavera" delle quattro stagioni, quando ancora non conoscevo bene l'artista, ma sentivo che quell'immagine Art Nouveau mi entrava nel sangue come l'essenza stessa di Parigi.
Poi, l'ho scoperto, studiato, conosciuto, amato.
Nella sua immediatezza, e, perchè no, nella sua "commercialità" (non dimentichiamo che Mucha si afferma soprattutto per le sua "affiche" pubblicitarie), lo trovo a dir poco geniale.
Un gusto sconfinato, misto a passione ed eleganza, e quel tocco "vintage" così apprezzato di questi tempi.
In sintesi, non perdetevi la mostra, ne vale la pena.
Se potete, andate a vedere anche i Simbolisti (io penso che lo farò presto) e approfittate dello sconto "combinato".

Vi lascio il link del sito internet dedicato alla mostra, che sarà a Milano (Palazzo Reale) fino al 20 marzo, per poi "passare" a Genova.

http://www.mostramucha.it/la-mostra/

Niente foto, mi pare non si potessero fare.
Nessuna scusa, quindi, la dovete proprio vedere con i vostri occhi!
Buona visita!